— E poi morire a trent’anni.
— Questo pericolo è passato la bagatella di sette anni, nove mesi e diciannove giorni sono.
— Giusto, dice Aniceto; se ti annoi perchè non fai un romanzo?
— Bravissimo!... soggiunge Filiberto, chi non fa romanzi?
— Farli è facile, nota Domenico, scriverli è noioso; mi sono provato, è una seccatura; disegnare il paesaggio o la figura è meglio.... in mancanza di meglio.
— Da bravo, scrivi un romanzo, abbiamo tanta pratica del mondo noi altri! Tutto quel che succede a Milano fa capo al circolo.... tutta la filosofia sociale che s’agita nella vita quotidiana, io la vedo venire a galla nel mio bicchiere d’assenzio. Una volta o l’altra mi ci metto io, se non ti ci metti tu; ma è meglio che ti ci metta tu; credi alla mia esperienza: quando un uomo come te si annoia, non ha altro rimedio che far gemere i torchi.... un piccolo capolavoro nella vita non guasta....
— Hai ragione, dice Corrado.
E lo dice con tanto impeto, che Aniceto sbalordito domanda:
— Ne sei sicuro?
— Sì, hai ragione; conosciamo il mondo noi, tocca a noi scrivere i romanzi e le commedie, hai messo il dito sul vivo; prima d’ora ci ho pensato, è tutta sera che ci penso....