«Signorina, c’è un giovine, un bravo giovine, che le vuol bene, e che vorrebbe....
Non seppe andare innanzi. La fanciulla provò a svincolare le mani, ma non le riuscì, e disse, facendosi rossa: «vorrebbe che cosa?....
Allora Corrado ripigliò, con un tremito strano nella voce:
«Signorina, ci è un uomo, un po’ maturo, ma un brav’uomo.... almeno mi pare — che le vuol tanto bene e che vorrebbe....
Così dicendo, aveva allentato la stretta; la fanciulla ne approfittò e fuggì via, come un uccelletto. Tornò poi, canticchiando, col volto illuminato da una segreta gioia; corse pel viale, si cacciò nell’erba, evitando però di rimaner sola col conte. Costui s’era fatto buio in volto, seguiva con occhi spenti le movenze della poveretta, evitando anch’egli di rimaner solo con lei. Poi si accomiatò bruscamente.
E Grazietta, punto sbigottita di quei modi, si buttò nelle braccia della signora Valentina, dicendo: «quanto sono felice oggi!»
— Davvero! e perchè oggi più d’ieri?
— Non so, balbettò la fanciulla.
Aveva un segreto!
Il giorno successivo, Corrado, mentre attraversava la via, sentì alle spalle un passo frettoloso e il suo nome pronunziato una volta, due — era Filiberto.