— Voglio guardarti in volto ora....
Alla luce di un candelabro, la cortigiana fissò gli occhi nella faccia mesta di Corrado.
«Sei bello, disse, sei generoso. Peccato che io non sia innamorata di te! E d’altra parte, che fortuna!
— Perchè?
— Perchè il mio amore non potrebbe renderti felice.
Poi lo baciò e gli disse «buon viaggio.»
Il giorno successivo, quando credeva Corrado partito, Agnese se lo vide venire dinanzi all’improvviso: impallidì.
— Che significa?
— Significa che non parto, che non posso partire; sono stato a dire addio a Grazietta — sarò pazzo, sarò sciocco, ma credo che la poveretta mi ami.... ridi pure, sì essa mi ama! ne sono sicuro — rimango.
Agnese stette un istante dubbiosa, poi, cedendo ad un’improvvisa idea, pigliò le mani di Corrado nelle proprie, e piantandogli in volto gli occhi sfavillanti: