Intanto, la signora Valentina, fattasi innanzi come un automa, aveva spento il lume, e allora — o vista! — alla luce dell’alba la morte apparve in tutto il suo orrore; la faccia bianca di Grazietta si trasformò a un tratto, divenne di cera. Corrado, che ancora la guardava, fece per allontanarsi a ritroso, ma la signora Valentina lo trattenne.
— L’altro giorno la poverina mi parlava della sua prossima morte — a me sola ne parlava, credendo la poverina che io l’amassi meno — e mi diceva: «Mamma Valentina.... (ora nessuno mi dirà più mamma!) mamma Valentina, mi diceva, quando sarò morta, ricordati che mi devi tagliare i capelli e darli al signor Corrado. Sono suoi.... proseguiva, e mi farà piacere che qualche cosa di me non scenda in sepoltura.» La poverina diceva così, niente di più o di meno.... Veda, par proprio che sorrida perchè non ho cambiato una parola....
— No, disse Corrado con voce tremante, no, povero angiolo, portala teco la tua ultima bellezza.
Allora squillò una nota — si volsero entrambi. Accanto alla finestra, dal cantuccio dove era stata dimenticata la gabbia, Mario salutava il mattino a modo suo. Diceva:
«Grazietta! Grazietta! buone nuove! il buio è scomparso, sono rinati gli alberi, è tornato il verde, è tornato l’azzurro; svegliati, Grazietta, ecco il sole!»
XXXII. Scene ultime.
Le molte veglie trionfarono della volontà — Agnese dormì un lungo sonno. — La mamma Valentina aveva avuto la precauzione di chiudere le imposte delle finestre, e la poveretta si svegliò ad ora tarda. Entrando nella camera mortuaria, guardò istupidita le candele che ardevano presso al lettuccio, impallidite dalla luce viva del giorno — e interrogò Corrado, il quale si ribellava al sonno per assistere con un’amara curiosità alle ultime scene della commedia umana.
— Che cosa hanno fatto? chiese sottovoce.
— È venuto un medico; lo ha mandato il municipio per dare un nome diverso alla malattia che ha ucciso Grazietta; ora la cosa è in regola; è venuto un prete per dirle delle parole latine; anche questo è in regola.... sono venuti altri due a prenderle la misura: non si è fatto altro.
E senza batter ciglio, Corrado continuò a tener lo sguardo fisso nel lenzuolo, che ricopriva il corpo e la faccia della morta.