— Hai dormito? gli domandò Agnese.
— Sì.... no.... non ho sonno.
La povera donna gli diede un’occhiata lunga....
— Vorrei vederla, disse poi con un tremito nella voce; è ancora bella?
— Guardala....
E facendo un passo, Corrado scoprì la faccia della fanciulla.
Agnese diede un grido.
— Vieni, soggiunse con voce carezzevole, non rimanere qui; ti farà male.... vieni, Corrado, vieni.
Pigliandolo per mano, lo fece scendere nel salotto, lo costrinse a sedere sul canapè, lo circondò di silenzio e di tenebre — finchè il sonno l’ebbe preso a tradimento.
Risvegliandosi verso il tramonto, Corrado balzò in piedi, aprì le finestre, e vide, seduta presso al divano, Agnese che lo guardava con una strana espressione di tenerezza e di angoscia. — Le si avvicinò commosso.