Corrado riuscì a rizzarsi in piedi, e scostando la seggiola con una mano, disse freddo:
«Il momento è scelto male per una commedia; che significa questo?
— Significa — balbettò Agnese con un filo di voce, guardandolo paurosamente negli occhi — significa che io sono la madre di tuo figlio.
Al suono di quelle parole Corrado stette inebetito, poi, come se tardi gli si rivelasse il significato, diè un grido di belva ferita:
— Pazza! pazza! pazza!
Volle dir altro, non seppe; riuscì a vincersi, sorrise del proprio terrore medesimo, ed accostandosi ad Agnese, la quale continuava a guardarlo con occhi spalancati:
«Pazza! ripetè, ma con voce raddolcita, quasi carezzevole; — è uno scherzo, non è vero? Hai tanto sofferto in questi giorni, povera Agnese!
Costei, ingannata da quell’accento, spianò la fronte e sorrise melanconicamente.
«Corrado mio!» disse.
Non altro. Egli le prese la mano, aspettava che parlasse; impazientito, l’abbandonò; ma l’altra gli afferrò i polsi e li tenne stretti.