«Tu porgi orecchio a quel ronzio, sorridi distratto, pensi alla gioia che prepari a Fanny ed alle gioie che Fanny ti prepara. Due busti di cera ti sorridono dalla vetrina, altri due dalla mensola.
«In quella intendi nella retrobottega voci femminili che parlano, una indolente e monotona, rotta l’altra, sommessa e dolce. Poi tacciono le voci, e all’improvviso tu vedi un busto di più affacciarsi alle cortine e l’odi dire con voce alquanto commossa: «Puoi venire un momento?» — Vedi bene che non posso!
«Ma il busto non scompare. La muta insistenza mette in pensiero il parrucchiere, il quale ti guarda.... — Fate i vostri comodi, gli dici, aspetterò.»
«Sei solo, ti accosti alla vetrina, che tra poco sarà spinta nel vano dell’uscio aperto, a tentare la povera creta femminina che passa alle otto del mattino coi piedi nella neve!.... Quanti misteri là dentro! Attraversando il mondo colla nostra sbadataggine e colla tua sonnolenza per giunta, tu hai diviso le donne in due gran categorie: le brune e le bionde; i capelli castagni ed i rossi per te sono sottoclassi — i bianchi una degenerazione del bulbo capillare. Eccoti capelli color di piombo, verdi, color d’arancio, color di limone.... Dove vivono le donne che li portano? Ci sono treccie lunghissime in vetrina, come non ti è avvenuto mai di vederne scendere sulle spalle d’una bella. Pur qualcuna deve averli portati questi tesori! Ritorni filosofo; tutte quelle chiome annodate o disciolte ti propongono un indovinello melanconico, ti gettano in cuore un senso di mestizia che il continuo riso dei due mozziconi di Venere non basta a diradare; passeggi, tocchi le spazzole, ti guardi nello specchio, contempli le piramidi di saponi, di scatole, di boccette.... pensi a far provvista.... quando, ah!.... che è stato? ascolti, qualcuno piange.... ti avvicini al vano chiuso dalla cortina..... sì, qualcuno piange soffocando i singhiozzi, e due voci parlano sommesse con accento di bontà; non sai resistere, allontani la cortina.... e vedi.... oh! spettacolo che vince ogni bellezza! e vedi..... non vedi nulla, non vedrete nulla, siete tutti indegni di vederlo — Beviamo.»
— Protesto, dice Domenichino, non ti è lecito di farmi sognare come ti piace e svegliarmi quando ti accomoda; ho visto uno spettacolo che vince ogni bellezza.... e voglio sapere almeno di che si tratta. Sono nel mio diritto.
— È nel suo diritto!
— Beviamo, ripete Corrado con un riso singolare.
— Impossibile, fa conto d’essere nel deserto di Sahara.
— Vogliamo sapere che cosa ha visto Domenichino.
— Io lo so che cosa ha visto, dice Fanny con indolenza. Ha visto una bionda.