Tornava ogni tanto nella casetta, ma v’incontrava la melanconia rassegnata della signora Valentina, che lo indispettiva peggio. La pace di quel luogo, l’indifferenza di quegli orizzonti, di quella campagna, di quei fiori piantati per Grazietta e che pure crescevano rigogliosi, parevano al conte le sembianze impassibili d’una forza crudele e capricciosa.

— Devo andarmene? chiese un giorno la mamma Valentina — che faccio ora qui?

— No, rimanga; non l’abbandoni....

— È vero! mi parrebbe proprio di lasciarla sola....

Dopo un breve silenzio disse:

— Della signora Agnese ha notizia?

— Sì.... sta bene.

— Dove si trova?

— Viaggia....

— Viaggia!... ripete Valentina come un’eco.... E lei perchè non viaggia, perchè non si svaga?