— Ma noi siamo pure i suoi figli! rispose Agnese con un sospiro.

E quando, dopo una lunga pausa, il conte potè credere che avesse volto il pensiero altrove, la poveretta ripigliò a dire:

«Credi tu che io non sarei capace di soffrire la fame, i cenci, la fatica, tutto ciò che ho tanto temuto finora, per avere ciò che ho tanto disprezzato finora: la stima del mondo? Ma stolti! noi crediamo d’essere soli nella vita, non pensiamo che forse una persona diletta ci accompagna non vista, e che coglierà il pretesto d’un vergognoso piacere se non le daremo un’occasione lecita di venirci a chiedere tutto il nostro amore, ad offrirci tutto il suo.... Ma di’, come la cosa più santa può nascere da una colpa?... Ci hai tu pensato mai, Corrado?

Corrado ci pensava ora; non rispose.

— Lasciamo le melanconie, disse Agnese, e volgeva la faccia biancheggiante verso il suo compagno, come ad interrogarne il silenzio; parliamo del nostro piccino. L’hai trovato bello? non è vero che ti somiglia?

— Sì, è bello.... mi somiglia.... poichè lo dici.... Come vuoi che io faccia ad accorgermene, se l’ho visto appena?

— Sta tranquillo, gli rispose la povera madre con accento singolare, lo vedrai molto e a lungo, e cercherai tu stesso su quel visino d’angelo le traccie del tuo prepotente affetto di padre, e gli parlerai tu pure come ho fatto io senza speranza di risposta.... e spierai, tu spierai sulle sue labbra, con una voluttà più dolce di quante ne abbi mai provato, la prima parola. Quanto sarai felice, Corrado!

Il conte non rispose; provava come un dispetto della propria debolezza, si sentiva vergognoso del sacrifizio che aveva accettato. Aveva voglia di dire: «taci, taci almeno!» Non disse nulla. Volle abbandonare il braccio della sua compagna, e si accontentò di lasciarlo uscire dal suo senza trattenerlo.

Erano giunti in cima ad una via sassosa dominante il torrente che muggiva a molte braccia sotto i loro piedi; nel buio si scorgevano biancheggiare i gorghi schiumosi, e scintillare nell’acqua i riflessi delle stelle.

Lo spettacolo era incantevole; ma Corrado non vi badava: a un tratto si sentì stringere le tempie da due mani calde e tremanti, e sentì sulle labbra il fuoco di due baci, e quest’unica parola mormorata frammezzo: «addio!» E poi un grido acuto.... e poi più nulla.