— Ci penserò, risponde Corrado con accento lievemente beffardo, ci penserò, fanciullo mio.

Poi si fa un istante di silenzio. Battono le ore ad un orologio lontano, un altro più vicino le ripete; è tardi, sono le due.

— La festa di San Corrado è passata, dice Aniceto, abbiamo rubato due ore a San..., che Santo è domani, cioè oggi?... nessuno lo sa? non monta, abbiamo rubato due ore al Santo che viene dopo, ho sonno — ce ne andiamo?

— Andiamcene.

— Addio, Corrado.

— Addio.

Escono tutti, Fanny soltanto rimane; ha lo sciallo sul braccio e dondola il cappellino tenendolo pei nastri; si accosta a Corrado, il quale, seduto accanto al fuoco, le volge le spalle.

— Me ne vado... dice con voce sommessa dopo un istante di silenzio.

— Te ne vai? domanda Corrado senza voltarsi.

Fanny indugia a rispondere.