— Devo rimanere?
— Fa come vuoi.
— Addio, dunque.
Corrado si volge e guarda un istante quella donna fatua e leggiadra, che per la prima volta trova un accento melanconico.
«Avevi il cuore buono, dice come parlando a sè stesso, meritavi d’essere amata — ma chi di noi può amarti?
— Vado con Domenico.
Corrado vede spuntar due lagrime sugli occhi nerissimi della bella, le piglia le manine che l’ozio ha lasciate candide ed eleganti, poi la bacia in volto con trasporto, l’abbandona e si lascia ricadere sulla seggiola.
— Grazie, balbetta Fanny.
E non esce, fugge.
In anticamera trova Aniceto e gli altri, che l’aspettano, — si attacca al braccio di Domenico, ridendo.