All’improvviso, il giovane s’arrestò, stette un istante in pensiero, e via per l’uscio socchiuso. Il vecchio dietro.... Aveva fiutato un pericolo.

Un quarto d’ora dopo, il padrone stava per indossare il pastrano, quando il servitore entrò e disse colla solennità d’un trionfatore modesto:

— La colazione è pronta.

Corrado guardò la faccia seria del vecchio, ebbe pietà della sua canizie e si arrese.

— Vecchio mio, è impossibile fartela!... Berrò un brodo.

Buttò sopra una seggiola il pastrano e venne nella sala da pranzo, dove la mensa era imbandita.

Proto, un giovinetto smilzo e dinoccolato, con un sorriso perpetuo fra le grosse labbra, entrava portando una zuppierina fumante.

Ma la vittoria del vecchio servitore non potè vantare trofei di sorta, oltre una ciotola di brodo caldo; bevuta la quale, Corrado si levò di tavola ed andò difilato nelle sue camere. Il vecchio dietro.

— I rasoi sono pronti, disse.

— Non mi faccio radere.... ho fretta.... via non farmi il broncio, sono di buon umore stamane.... te ne sei accorto?