Sali le scale, suonò il campanello: e allora solo stupì della propria audacia.

Fu aperta la porta, apparve una ragazza giovane, non bella.

— La signora Agnese? domandò Corrado.

— La signora non riceve, si è alzata appena.

— Provate a dirle che vengo da parte della signorina Grazietta.

La cameriera diè un’occhiata curiosa al visitatore e sparve dicendo: «proverò, si accomodi.»

Tornò quasi subito e fece un cenno a Corrado. Costui, non ancora rinvenuto dallo stupore della propria condotta, la seguì. Il cuore gli batteva concitato.

Giunto nel mezzo d’un ricco salotto, coperto di tappeti, di gran quadri ad olio, di mobili di valore, si fermò, volse uno sguardo sbadato tutt’intorno, poi fissò gli occhi in un uscio a stipiti dorati: una bella cornice che aspettava una tela più bella.

L’uscio si aprì: una leggiadrissima donna si trattenne un breve istante nel vano. La copriva interamente una ricca veste da camera di lana azzurra; i capelli lunghi le cadevano inanellati sulle spalle; era bionda, diafana, splendida come una visione.

Mosse un passo....