— Anche lei se ne è accorto! Lo dicono tutti. Oh! se era buona! Voleva bene ai fiori, agli uccelli, alla gente cattiva perfino, a me più di tutti. Soffrì molto; il pensiero di lasciarmi sola le faceva sembrare orribile il morire. E all’ultimo momento mi disse con un filo di voce: «Grazietta, me ne vado, ma verrò a vederti.» Il suo bacio lungo me lo sento ancora sulle labbra. Ha mantenuto la promessa; alla notte la chiamo prima di addormentarmi, ed essa viene in sogno; si vola insieme pella campagna, si va lontano, lontano....
Grazietta parlava ora della morta senza lagrime, senz’affanno, con accento di mestizia dolce e confortata; e quando tacque, nessuna nube le oscurò la fronte.
— E vive sola? domandò Corrado.
— Mario mi fa compagnia..., rispose la fanciulla.
— Chi è Mario?
Grazietta si fe’ forza per trattenere il riso.
— Un famoso tenore, dicono....
E sprigionò un’allegra risata, a cui Mario in persona rispose dalla stanza vicina con una fioritura di vecchio stile.
— Lo sente? disse Grazietta ridendo più forte.
— E il suo canarino le basta proprio?