Non ci fu bisogno di negoziazioni per il rimanente. Ecco le idee del signor conte approvate senza discussione:

«La signora Valentina doveva lasciare i due scatolini per andar ad abitare una casetta, rustica ma pulita, che Corrado possedeva in via Lesmi, in mezzo alle ortaglie: due camere al primo piano, la cucina ed il salotto al piano terreno, l’uso del giardinetto, il godimento dell’orto. Grazietta sarebbe venuta a stare colla signora Valentina; la fanciulla doveva credere di guadagnarsi la vita lavorando; in realtà, il signor conte avrebbe provveduto ad ogni cosa....

Solo quest’ultimo periodo non pareva chiaro; la signora Valentina era certa che il signor Corrado aveva intenzioni onestissime; non già lei gli avrebbe posto ostacolo a fare una buona azione, di quelle che spalancano le porte del paradiso.... ma.... ma non sapeva se.... come.... insomma, voleva pagar la pigione.

— La pagherà! disse Corrado, io stesso le farò la trattenuta sullo stipendio....

— Quale stipendio?

— Quello di governante di Grazietta.

— Le pare? mamma sì, governante no; e le mamme non pigliano salario.

Le parole erano scelte senza cautele, ma il tono le faceva dolci come tutte quelle che uscivano dalla stessa bocca.

Quando ogni cosa fu intesa, Antonio, il quale guardava paurosamente le labbra della sorella, che gli pareva dovessero da un momento all’altro schiudersi per lasciar venir fuori un’impertinenza più grossa delle precedenti, respirò come un mantice e scese le scale col cuore leggiero.

Il giorno dopo la casetta in via Lesmi era pulita come uno specchio e non aspettava più che i nuovi inquilini.