Agnese aveva pronunziate queste parole con una fatuità in cui entrava un po’ d’affettazione e di dileggio. Corrado la guardava, cercando di leggere nel bel volto, che sparve dietro un nugolo di fumo, — poi spinse la seggiola più presso alla vezzosa, e tornò a sedere.

«E quali sono, le disse, le vostre intenzioni riguardo a Grazietta?

— Farne una donna che non mi assomigli, rispose Agnese freddamente.

— E con quali mezzi? Che sorta di potere avete voi su quella fanciulla?

— L’amo e m’ama.

— E vi stima?

Nessuna risposta.

— E vi stima? ripetè Corrado.

— Mi stima.

— E quando avrà cessato di stimarvi, credete che la vostra scuola potrà ancora essere efficace?....