—Non è vero; lavora qualche volta troppo e allora non digerisce quel che mangia. Vado subito a dirgli che sei qui, aspetta un momentino…

Così dicendo, quella donnina accompagnava il suo parente in salotto, gli accennava di mettersi a sedere, e via di corsa.

Uscirono dal cervello del maestro tutti le amarezze della giornata incominciata per trattenere soltanto la visione gentile della cuginetta.

Un pittore che sappia il fatto suo, al primo vedere una figurina come la figliuola dell'usciere Ippolito, si sente subito afferrare dalla tentazione di arrestarne sulla tela il più possibile, il viso almeno, un po' di collo, le manine bianche, le braccia tonde; il resto viene poi.

Così Giusto.

«Come si chiama mia cugina? Maria, mi mi pare; ma non ne sono sicuro, e non mi starebbe bene domandarlo; altrimenti si vedrebbe subito che io dei parenti cari mi sono infischiato magnificamente fino al momento di averne bisogno. È fresca come una rosa appena sbocciata; beato chi la potrà cogliere; è bella; è amabile, disinvolta e garbata; farà la felicità di un usciere novellino, o chi sa mai, magari di un usciere vecchio, che abbia ammucchiato molto denaro notificando molta carta bollata. Ah! quanti grandi artisti sono diventati celebri perchè avevano un modello in casa!»

Giusto ebbe l'audacia di immaginare l'arte gentile che egli avrebbe fatto nel primo tempo dopo le nozze, quando la cugina Maria…. diciamo…. fosse al suo fianco, e l'arte grande che gli sarebbe uscita dal pennello quando Maria, diciamo ancora così, avesse preso proporzioni un tantino matronali, ma un tantino appena, e il suo viso di faterella allegra fosse oscurato da quell'ombruzza di melanconia di chi ha visto da lontano il dolore.

La cuginetta tornò in quel punto ad annunziare che il babbo dormiva ancora, ma nel dire mostrò apertamente il dolore della bugia; tanto apertamente, che Giusto fu lì lì per consolarla così:

«Maria…. ho inteso tutto….» ma dalla camera vicina la voce sonora, che spesso tonava nell'aula annunziando il tribunale, gridò forte: Cristina!

E Cristina, chiesta permissione, sparve una altra volta.