Ma le son cose da dire?
Un uomo come Giusto, dopo un testamento simile, vi pare? può anche non pagare un soldo e non perde dignità; la sua reputazione rimane intatta.
Il faro della pittura lombarda, rimesso a nuovo prima dal dottore e ora dal barbiere, vistosi nello specchio molto magro, ma contento della sua magrezza, andò a salutare il dottore, che non trovò in casa, poi il notaio Cipolla, o per essere più nel vero, la signora Cipolla.
E indovinò veramente che la notaia sapeva del testamento, che sapeva dall'a fino alla zeta, perchè quella perla di suo marito non aveva avuto segreti con la sua metà legittima.
Dov'era ora il caro notaio?… Tornato a Milano per suoi affari, ma non rimanesse in piedi, doveva essere debole dopo una malattia simile, si accomodasse un momentino a far due parole…
—Grazie, grazie.
E Giusto si fregava le mani, pensando: questa gazza parlerà, non vede l'ora di spifferare il segreto di suo marito a tutti gl'interessati.
—Lei se ne ritorna a Milano?
—Sissignora.
—Beato lei, la mia penitenza della campagna durerà ancora una settimana, poi me ne torno al nostro bel Milanone… dov'io spero di vederla qualche volta.