—Dica…
Giusto aveva tante proposte sulla punta della lingua, ma una, la più vagheggiata, al momento buono gli parve di un'audacia spropositata, e se la tenne per un'altra volta.
—Dica, dica.
E il pittore disse. Disse che se Cristina volesse un tantino di bene a lui, poveretto, poteva renderlo il più beato dei mortali.
Cristina abbassò gli occhi un momentino, poi rialzandoli risolutamente e mettendoli in faccia allo innamorato, domandò a bassa voce:
—E come devo fare?
—Rifiutare qualunque marito ti venisse offerto dall'usciere fosse un usciere, o un cancelliere, o il pretore medesimo, fosse anche il primo presidente della corte d'appello; dichiarare tranquillamente di non volere sposare un altro uomo il quale non fosse Giusto Giusti.
Cristina curvò il capo sul petto, e parve al disgraziato amatore che essa volesse dirgli alla muta non poter mai trovare tanto coraggio.
—Ti manca il core?
—No, rispose Cristina con semplicità; quello che mi domandi l'ho già fatto.