Nella via del ritorno seguì il contrario; Giusto ciarlava come una gazza, ciarlava di cose che molti uscieri non capiscono, anzi sembrava scegliere appunto quelle per aver il gusto di vedere l'ufficiale giudiziario approvare col capo tutte le arditezze. Finalmente l'usciere n'ebbe fin sopra il cappello a staio di approvare tutto quello che non avrebbe inteso mai, campasse ancora un secolo, e disse tranquillamente:
—Ti ho lasciato dire perchè pensavo ad altro, ma la verità vera è che io sono un po' pentito della risposta dell'altro giorno…
—Che giorno?
—Eh! lo sai bene; non sarai offeso della prudenza d'un padre; in fin dei conti ho una figlia sola, e dovevo prendere le mie precauzioni.
—Non ti capisco…
—Ti vendichi; vuoi che mi umilii…
—Non voglio nulla da te; saprò aspettare…
—Eh! via, non sono cose da fare, nè da dire; non è meglio sposarsi subito quando si può? dillo tu.
—Sicuramente è meglio; se tu mi dai Cristina me la piglio; non ho altro a dirti; se tu non me la dai, me la piglierò più tardi.
L'usciere, invece d'andare in collera a questo parole audaci, ne sembrò rallegrato. Diceva, parlando a se stesso: