—E alla signorina, nulla?
—Per lei, basto io; sono sicuro che dirà di sì; l'ho vista dalla finestra, e, se non sbaglio, mi ha sorriso; ha una faccetta da madonnina, tutta bianca, come piaciono a me le faccette delle ragazze.
—Ah! ti piaciono così?
Sì, a Gerolamo piacevano così, con poco sangue; piuttosto melanconiche, perchè le ragazze melanconiche, prese per il giusto verso, si scaldano meglio delle altre. Davvero? Davvero.
Insomma, il meglio che potesse fare Giusto era di andar subito ad accomodare il negozio di Gerolamo, con una lontana speranza che qualcuno, il destino, o il caso, o il padre eterno, si volesse occupare del suo proprio negozio per accomodarglielo senza bisogno d'inganni repugnanti alla sua natura di artista inselvatichito.
Egli andò difilato da suo zio, e senza dir molte parole ebbe la sorte meravigliosa di rendere il macellaio mansueto come un vitello da latte.
Che il suo testamento da celia fosse arrivato agli orecchi di tutto quanto il parentado non ne dubitava, ma quando vide il ricco zio rammentare senza rancore al nipote artista la disgrazia dell'insegna della testa di manzo, capì di aver guadagnato molto nell'opinione del ricco parente.
E quando gli parlò dell'innamoramento di Gerolamo per la figlia del notaio Cipolla, vide che la cosa non era difficilissima come aveva creduto.
Solamente il macellaio si ribellava a andar in persona a chiedere la mano per suo figlio; diceva di non aver fatto mai cose simili; venisse invece l'altro da lui, e risponderebbe di sì. Giusto con pochissima fatica lo persuase che certe cose non mai fatte si fanno almeno una volta in vita. Sì, ma il macellaio aveva tre figlioli, e gli toccherebbe fare la stessa commedia tre volte? Sicuro che gli toccherebbe farla, ma la pena sarebbe infinitamente minore dopo la prima volta.
—Sì, ma la ragazza com'è?