—Sicuramente è un difetto, ma compensato da… tutto il resto. Qual uomo non lo perdonerebbe a una donnina amata?
Tacque lungamente per dar tempo alla bella creatura di ricomporsi.
Essa domandò con un filo di voce: «davvero?»
E in quell'unica parola mostrò insieme tanto dubbio e tanta speranza, che Giusto, rammentando che ancora non aveva detto nulla del vero pretendente, si affrettò a conchiudere:
—Mio cugino l'ha vista alla finestra, si è molto innamorato di lei, ha pregato me di venire in casa sua a vedere se mai fosse il caso…
—E lei ha visto ora che non è proprio il caso, interruppe Nina ripigliando il sorriso rassegnato di prima; andrà a dire a suo cugino quello che ha visto, e suo cugino si metterà il cuore in pace; così farò io.
Nemmeno l'ombra d'ironia nelle parole melanconiche dette col sorriso amabile di chi non spera più nulla.
Ma poteva rimanere il dubbio, anzi la certezza, che Giusto si mettesse davanti un cugino per nascondere sè stesso, e andarsene senza far rumore.
Allora l'artista continuò.
—Mio cugino saprà tutto, e se ha un po' di cuore, verrà a ripeterle ciò che io le ho detto….