—La buona ragazza zoppica molto, è nata così; forse è un difetto anatomico; forse uno spostamento del femore trascurato a balia…. ed è rimasta così inferma…. il resto è uno splendore.

Contro quello che Giusto poteva immaginare, la notizia non sembrò affliggere molto Gerolamo, il quale studiando legge all'Università di Pavia, aveva fatto naturalmente profondi studi storici nei romanzi di Dumas padre, ed aveva appreso che la signorina De la Vallière era una zoppina adorabile anche lei ed aveva fatto perdere la testa a un re di Francia, il quale l'aveva poi ritrovata con altre signore della società eletta. Non gli spiacerebbe avere una zoppina per moglie… anche perchè…

Questo ultimo perchè non lo volle dire, non avendo trovato l'incoraggiamento necessario nella faccia di Giusto.

Era dunque cosa intesa. Gerolamo andrebbe a far visita alla bella
Nina, e se non zoppicasse proprio troppo, se la piglierebbe in moglie.

Egli diceva me la piglio, come se la cosa dipendesse unicamente da lui.

Giusto acconsentì per quell'istesso giorno alle due, non prima, avendo altre cose da fare.

Per farne una lasciò in tronco le vanterie universitarie di suo cugino e andò a confessarsi a Cristina.

La quale, quando seppe della visita alla povera Nina, e del modo con cui il suo promesso sposo si era comportato, stette a pensare un momento, poi disse: ebbene, sì, vogliamole bene entrambi; è tanto buona.

Alle due Gerolamo fu puntuale.

Giusto, nel vederselo venire incontro allegramente, pensò che egli valesse più di quanto aveva creduto; ma dopo le prime parole riconobbe che poteva essere un imbecille.