Ah! che piacere! Le parole che Giusto si proponeva di dire alla poveretta perchè non si lasciasse prendere da quel bruto, diventavano inutili. Ma tanto volle affermare brevemente il proprio pensiero incrollabile:

—Per ora mio cugino è soltanto un monello; più tardi diventerà un animale; le volevo dir questo.

La pallida fanciulla sorrise ancora; ma quale sorriso fu il suo!

—Legga la lettera, disse.

—E devo consegnarla ancora?

—Legga.

Giusto lesse in silenzio.

Nina scriveva che dalle visite frequenti e lunghe aveva avuto tutto l'agio d'intendere che Gerolamo non potrebbe mai dare la felicità a Nina, e che Nina dal canto suo non saprebbe essere la compagna per tutta la vita di Gerolamo. Perciò egli non perdesse il tempo a fare altre visite; ella tornava a sognare altrimenti.

—Brava! esclamò Cristina dando un bacio alla pallida amica.

—Brava! confermò Giusto e fu tentato di fare come la sua fidanzata, ma si accontentò di stringere la mano alle due fanciulle adorabili.