Cristina crollò il capo.

—Ora parlo io, disse. Si tratta del nostro matrimonio; Giusto si fa scrupolo di sposarmi perchè il babbo lo crede ricco; è tentato, perchè mi ama tanto, di convincere il babbo del suo errore. Ora parla tu.

Nina non stette a riflettere; dichiarò tranquillamente che era un'altra cosa.

Come un'altra cosa? Sì, un altro paio di maniche… Si spieghi subito, via, da brava.

E la cara fanciulla spiegò subito che quando due hanno promesso d'essere l'uno dell'altra, ogni scrupolo che possa impedire il mantenimento della promessa è colpevole e ridicolo.

—Ridicolo?…

—Propriamente ridicolo.

Stettero in silenzio un poco ancora per dar tempo a Giusto di riflettere.

Il pittore si oppose debolmente:

—Non si tratta d'impedire, ma solo di ritardare. Ci pensi un momento.