— Il decoro è salvo, la fandonia ce l'ho io, disse il signor Bini; se sarà necessario, correrò al tribunale perchè tutti sappiano che la signora Chiarina è mia figlia!

— Ah!

— Oh!

— Vi stupisce? Me la sono fatta fare di commissione a Parigi, dove si fanno benino, mi pare. Del resto i tribunali non badano tanto pel sottile in queste faccende. Come è andata la cosa se io non sono mai andato a Parigi? L'ho da saper io solo. —

Lo guardavamo sbigottiti ancora di questa sua idea singolare. Pensavo: «scherza o vuol proprio adottar Chiarina?....» quando udimmo nell'anticamera rumore di passi affrettati — e una voce nota chiamò trepidante: Ferdinando! Ferdinando! — poi nel vano dell'uscio apparvero Chiarina e Valente, pallidi, colle mani allacciate.

Vedendo il signor Bini che non si aspettavano di trovare con noi, si trattennero un istante, un istante solo, perchè Annetta si strinse fra le braccia la sua Chiarina. Intanto il vecchio, facendo lo sbadato, aveva avuto il buon senso di cacciarsi nel mio studio.

Appena fummo soli, l'amico Nebuli balbettò con voce spenta: — lui! — ed io con voce spenta balbettai: — Coraggio! — E gli strinsi la mano.

— Ha veduto Chiarina? — chiesi, cercando di rendere salda la voce.

— No.

— E tu l'hai visto?