E appena Valente fu scomparso, il vecchio fece un sospiro lungo.
— Poveraccio! — esclamò, — e dire che con quel cuore ha perduta la lite!
— L'ha proprio perduta?
— Sono le tre.... si figuri se a quest'ora non l'ha perduta! —
Egli scese le scale per raggiungere il Salvioni, io rientrai un po' turbato.
Ma Valente rideva così forte, e la signora Chiarina con tanta grazia, che non mi fu possibile ospitare per cinque minuti quella inquietudine, e la cacciai, dicendo dentro di me che il signor Bini andava matto per le facezie, e non sempre le sapeva scegliere. Avrei però avuto caro di sapere almeno se era quello il giorno della decisione della lite.
— Allegri — dissi — questo non è che un acconto sulla gioia futura; vedrete che il signor Giuseppe buon'anima ci manderà a dire di far le nozze e che saremo tolti dagli impicci della lite. —
Ma Valente non mi badava.
— Quando si tratta la tua lite? — domandai allora.
— Domani, credo.... ne ebbi l'avviso, ma no, si tratta oggi.... si è trattata — a quest'ora forse tutto è finito. —