Quando io infilo qualche androne filosofico un po' buio e m'ingegno di tirarmi dietro mia moglie, rischiarandole i passi, essa mi accompagna tra sbigottita e ridente, e qualche volta, come questa, mi domanda:
— Dove si va a finire?
— Or eccoti un altro aspetto della stessa cosa, — diss'io. — Bada di notte ai fanali d'una via dritta e lunga; sono distanti l'uno dall'altro cento buoni passi; ma se tu ti allontani e ti volti, li vedi ravvicinarsi e coincidere. Lo stesso accade nella storia, che è la notte dei tempi, dove gli avvenimenti memorandi sono i fanali d'una via diritta e buia, e pare che si tocchino per ragioni di prospettiva, ma non si toccano punto; e forse la storia è da rileggere con questo criterio, e forse tutte le superstizioni non hanno altra origine.... e forse....
— Insomma, — mi chiese Annetta, — ti pare o non ti pare una combinazione strana? —
Giudicatene voi; ecco la lettera che avevo ricevuto quella mattina:
«Caro parente,
«Senza che lo sappiate, vi sono parente; perciò senza conoscervi mi siete caro.
«La nostra parentela è un po' lontana, ed ho stentato a trovarne il filo; ma siccome non ho altri parenti al mondo che voi, e mi premeva di non perdervi, vi ho trovato.
«Io sono un po' ricco ed un po' vecchio; se morissi senza far testamento, è probabile che lo Stato vanterebbe diritti di parentela più prossimi dei vostri per non lasciarvi un quattrino del fatto mio.
«Ma prenderò le mie cautele; intanto siccome voi non siete ricco, comincio a darvi un acconto, perchè non ho nissuna fretta d'andarmene, spero di fare i miei comodi e mi preme che possiate aspettare pazientemente. Non vi offendete di questo linguaggio; parla l'esperienza d'un vecchio, il quale sa come il denaro guasti spesso i sentimenti più gentili e gli animi migliori.