— Ah!... sono contento, proprio contento....
— Vuoi essere sincero? — dissi io mestamente — non sei contento....
— Perchè?... Che ci perdo io? Non è forse meglio che la mia disgrazia giovi ad un amico?
— Sì, è meglio, lo sai benissimo che è meglio; ma confessa che hai avuto un po' di dispetto a questa notizia, e ci è stato un momento, in cui l'istinto ti diceva che la peggior disgrazia che ti potesse capitare era questa di veder le tue spoglie indosso all'amico del cuore, e confessa che tu a quell'istinto cattivo non hai tappato la bocca subito....
— Ebbene, sì, è vero; ma ora è passato.... ti giuro che sono contento e me lo devi credere.
Ci stringemmo la mano forte.
— Dunque posso accettare la donazione? — chiesi ridendo.
— Accetta, capperi! Ma ti avverto che andremo in Cassazione, che abbiamo quattordici cause di nullità — non te ne avrai a male?
— Ti pare? nemmeno per sogno! ma in Cassazione non ci andrai, così la lite sarà finita ed il mio caro parente non troverà nulla a ridire che noi facciamo due parti di tutto; la mia porzione me la darai con tuo comodo, un po' per volta, quando avrai venduto una dozzina di quadri; lavoreremo entrambi e non imiteremo quei due buoni amici di tuo zio e del mio caro parente.... —
Valente stava serio.