— Mi lasci il gusto della catastrofe; non gli dica nulla....
— Fino a quando?
— Fino a domani sera.
— Benissimo, fino a domani sera.
Poi egli scese le scale ridendo, ed io ridendo finsi di tornarmene in casa; ma cinque minuti dopo andai a trovar Valente.
M'ero prefisso di non dirgli nulla e forse perciò appunto avevo bisogno di vederlo, di sentirlo parlare, di assaporare la dolcezza del mio segreto come un avaro.
Mi parve che Marco nel ricevermi in anticamera avesse un aspetto meno solenne del solito, il che avrebbe bastato a riempirmi di meraviglia; ma pensate l'enormità del mio stupore quando egli, con un accento bonario, di cui non lo credevo capace, mi trattenne per dirmi che aveva qualche cosa a dirmi.
— Che cosa? — chiesi io rizzandomi in tutta la mia lunghezza e dandogli mentalmente dei voi.
— L'altr'ieri il signore mi ha licenziato....
— Davvero?