— Proprio.... e siccome ho trovato un padrone che ha fretta, vorrei pregar lei di pregar lui, perchè mi lasci in libertà oggi stesso; non farei una cosa simile, sa? se non si trattasse del mio stato.... perchè veda, a perdere una buona casa si fa presto, se ci si mette il diavolo in mezzo, ma trovarne una è difficile.... —
E nel dire queste ultime parole aveva ripigliata la sua dignità veramente esemplare; ma nondimeno gli risposi:
— Parlerò del vostro desiderio, vi posso promettere che sarete lasciato in libertà anche subito.
— Grazie — disse lui.
Io entrai nello studiolo.... e che vidi? Una tela incominciata sopra un cavalletto, un'altra addossata al muro, e la signora Chiarina tutta impacciata, che si era messa dinanzi a quest'ultima con un vezzo pieno di grazioso sgomento. Valente era di là.
— Come sta? — diss'io.
— Bene, e lei?.... e Annetta? — balbettò la vaga creatura facendosi rossa.
Ed io scherzando:
— Che ha? Che cosa mi nasconde? Mi lasci veder quel quadro.... —
Si fece più rossa ancora, se è possibile; all'ultimo disse allungando il braccio e dandomi la sua manina come per far la pace, ma senza muoversi: