— Sì. —

E cessò di ridere.

Si mosse, gli tenni dietro, ma mi voltai sull'uscio ed in quell'ultima occhiata mi balenò un'idea. La signora Valeria rassomigliava a qualcheduno.... A chi?... Un quarto d'ora dopo non mi rimaneva dubbio; fatte le debite indagini, trovai che, tranne il colore dei capelli, la fronte, il naso, la bocca, gli occhi ed anche un pochino l'ovale del viso, tranne questo, la signora Valeria del quadro e la signora Chiarina, che mi stava dinanzi impacciata dai miei sguardi curiosi, si assomigliavano come due goccie d'acqua. Da pittore di ritratti coscienzioso, devo dire che non seppi per un pezzo in qual linea identica delle due faccette bianche collocare questa strana rassomiglianza, e dovetti accontentare la mia vanità col dire che tutte le perfezioni si rassomigliano, che le Veneri greche, dissimili tutte, sono pur sorelle, e tante altre cose solenni che quando si ha il carbone od il pennello in mano fanno ridere; ma finalmente trovai le linee (erano due), linee parallele e quasi impercettibili, che scendevano dalle narici al principio del mento, e dovevano costringere le due faccette bianche a ridere, a sorridere, a star serie ad un modo. Ho sporcato tanta carta per indovinare quelle linee, che ora le so a memoria, e le potrei metter qui colla penna, e ce le vorrei mettere se avessi speranza di farmi intendere meglio.

Naturalmente questa scoperta unita al mistero della cortina e dei modi dell'amico Valente, mi pose in una gran curiosità.

Dove scava l'immaginazione — tenetelo bene a mente, perchè è filosofia pratica — dove scava l'immaginazione invece del ragionamento, la profondità rimane il vuoto, quando non diventa il caos.

Messomi a fantasticare, feci dieci romanzetti, protagonisti i due capolavori, il quadro e la signora Chiarina, romanzetti uno più sconclusionato dell'altro, che per buona sorte rimasero uno più inedito dell'altro.

Veniamo al negozio della lite: non vi ho detto che vi era una lite pendente in casa Nebuli, perchè non me ne ero accorto prima di ricevere per isbaglio la visita di un usciere.

— È lei il signor.... — e qui una guardatina al suo scartafaccio — il signor Nebuli?

— Al primo piano.

— Qui sta scritto al terzo — nuova guardatina come sopra.