— L'hai visto.

— La signora Valeria dinanzi al garofano fenomenale? — dissi scherzando.

— Appunto.

— L'hai finito dunque? e come? e quando? e perchè non me n'hai detto niente?

Non mi rispondeva; già eravamo sulla soglia dello studiolo; ammutolii.

Entrammo, egli prima, io dietro.

Vidi subito il cavalletto dinanzi alla finestra, un'enorme tela sovr'esso, e in piedi, col visino immerso in una melanconica contemplazione, la signora Chiarina.

Il rumore dei nostri passi non giunse fino a lei; poi ci vide, ci salutò, non si mosse. Andai a mettermele al fianco, e stetti anch'io a contemplare estatico quella meravigliosa faccia dipinta, che pareva di persona viva. Valente guardava noi sorridendo di compiacenza; alla fine andò a prendere una certa vaschetta di zinco dalle sponde basse, che pose sotto il cavalletto, un secchiolino ed una grossa spugna.

— Attenti! — disse ingrossando burlescamente la voce.

Ah!.... un piccolo grido rotto; la signora Chiarina mi passò dinanzi e sparve.