— Quale faccenda?
— Corvi contro Corvi. — e per la prima volta vidi il bisticcio che aveva fatto il caso, e lo ripetei — Corvi contro Corvi.
— Sì, la cosa mi pareva imbrogliata; ci avevo capito poco, lo confesso, in quella matassa di sorelle, di cognati, di zii; sapevo solo che il bandolo era il nonno e che bisognava cominciare di lì, — ci ho pensato molto, ed ora ne ho un'idea limpidissima.... Vuoi che ti spieghi la tua lite?
— No, per carità....
— Ebbene, per me non v'è dubbio: il nonno era pieno di giudizio; se i giudici d'appello, mettendo insieme il loro, ne avranno almeno la metà del nonno, sta sicuro che daranno una volta ancora ragione a Corvi contro Corvi.... cioè a te.
— Speriamolo, — disse Valente sbadato.
— E quando si deciderà la causa?
— Tra due settimane.
VI. La signora Chiarina mi dà l'idea del mio capolavoro.
Otto giorni dopo la Venere dell'amico mio innamorava tutti i visitatori della Mostra Permanente di Belle Arti; si destò intorno al nome di Valente Nebuli quell'onda di simpatia, specie di febbre ammirativa, che accompagna sempre i nuovi venuti.