Valente svoltò alla prima cantonata, ed io proseguii a passo strascicato verso l'albergo, cercando stupidamente di persuadermi che avevo avuto torto. E quando contai ad Annetta tutta la faccenda come era andata, e finii col darmi centomila torti, ed essa mi disse che al contrario avevo avuto centomila ragioni di tirar diritto.... perchè non si sa mai.... — come potete credere, — non fui più contento di prima.
— Spiegami bene, dunque; la cucina comunica col tinello?
— Comunica, — rispondevo io; — e intanto pensavo: — «chi potrà essere quella signora?» —
— E il tinello è grande?
— Grande. «Valente non aveva sorelle!...»
— E la stanza da letto?
— È sua moglie! — dissi forte, e vedendo il musino sbalordito della mia, aggiunsi ridendo di cuore: — Sì, la camera da letto è la moglie del tinello...
— Grande egualmente?
— No, un po' più piccina, come dev'essere una moglie; se fosse stata grande egualmente avrei detto sorella.
E risi, e le diedi un bacio, che la consigliò di ridere anche lei.