— Se anche è lui, come costringerlo a confessare la sua paternità? Il codice non vuole, ed io dico che fa benissimo. Per me il signor Bini è il signor Bini, non ne dubito menomamente, ma se mai egli fosse quel duca, quel marchese, quel conte, quel pezzo grosso insomma che mise al mondo in un momento di distrazione la signora Chiarina, è evidente che non vuol darsi a conoscere. Ci avrà le sue ragioni, doveva prender moglie vent'anni sono; a quest'ora probabilmente l'ha presa ed ha figli o figlie da marito, alle quali non può regalare una sorella di contrabbando.... Questo è un romanzetto abbastanza verisimile; ti pare?... ne ho fatti una dozzina; intanto per me non vi è dubbio che il signor Bini è il signor Bini....

— Potrebbe essere.... notò Annetta.

— Sì, potrebbe essere, anzi deve essere un mediatore od un mandatario. Ma non mi par tanto liscia; e ad ogni modo costui o non sa nulla, o non dirà nulla; e sapendo e volendo dire, non muterebbe virgola all'articolo del codice.

— Il tuo codice è snaturato.

— Il mio codice è pieno di buon senso; ti pare che la società possa essere lasciata sotto la minaccia perpetua d'una legione di monelli, che ha approfittato dei minuti piaceri dei galantuomini per venire al mondo?.... E poi il mio codice non l'ho fatto io.... La conclusione è che al padre della signora bisogna rinunziarvi, e allora?

— E allora che cosa?

— Allora bisogna trovare il marito, — diss'io abbassando la voce — bisogna trovarlo a tutti i costi.

— E perchè farne del marito?

— Per restituirgli la moglie.... se ancora si è in tempo.

— Io credo di no, — disse Annetta ingenuamente — e poi il marito è morto. Chiarina ne è sicura.