— Grazie.... oh! questa seggiola è calda, chi ci stava seduto? —

E siccome non risposi, egli si accostò all'altra e fece per suo conto l'osservazione che era calda anche quella.

— Smettila, — gli dicevo dentro di me, — smettila, noioso, — ed egli finalmente mi diè retta; si pose a sedere senza dir altro, raccolse il Pungolo da terra e s'avviò a leggere come se fosse in casa sua.

A un tratto disse:

— To'! ci è un altro Nebuli a Milano.... ed ha anche l'iniziale del nostro Valente.... ha visto, signor Ferdinando?... Si avverte il signor Giuseppe Salvioni.... — Siccome io fingevo d'essere tutto intento a leggere, masticò il resto fra i denti, e non disse più nulla, finchè tornò Valente.

Come trovassi la voglia di parlare, tanto per alleggerire l'amico, non lo so; vi basti che la trovai, e dissi la prima frase venutami in mente, questa:

— Che tempo fa, signor Bini?

— Non vi ho badato.

— Oggi minacciava di piovere.... scommetterei che domani pioverà.

— Le pare? non pioverà, non ci è pericolo che piova.... —