Fra tutti, la sola che, invece di sentirsi venir meno l'energia, se la sentì crescere, fu la mia Annetta. Cominciò dallo scendere in casa Nebuli, per dire alla sua Chiarina quelle parole senza senso comune, con cui si parla al cuore, poi venne su e mi si piantò dinanzi per annunziarmi che bisognava far qualche cosa....
— Facciamo qualche cosa — risposi — e che vuoi che facciamo?
— Discorriamone; quel disgraziato Salvioni viene, rivede la moglie, si degna di trovarla bellina, gli pare di sentirsi riardere qui o qua (si toccava il petto), non sa nemmeno lui dove, perchè il cuore non l'ha mai avuto; stupisce d'essere stato tanto tempo senza di lei, e se la porta via.... per piantarla un'altra volta dopo un mese. È così che la intende il tuo codice? —
Nemmeno a me, che dovevo saperne qualche cosa, pareva possibile che il mio codice la intendesse così.
— Ah'! volevo ben dire! — esclamò Annetta, — vediamo, tu l'hai un codice; guarda un po' se vi hanno messo una legge che provveda al caso nostro; non possono essi, Chiarina e Valente, andarsene a dichiarar le cose come stanno, per isciogliere quel primo matrimonio da burla e far accomodare quest'altro, a cui manca così poco?
Io facevo di no col capo.
— Guarda, sono sicura anch'io che non c'è.... posto che ci dovrebbe essere.... ma ad ogni modo guardare costa poco.
— Ti assicuro che non c'è.
— E allora quando due non si possono soffrire, quando il marito è un birbone, e ne fa vedere di tutti i colori alla moglie, che rimedio si piglia?
— Si piglia la separazione, mi pare.... ma non so se sia un rimedio.