--La parola dell'amico del mio signore è buona; l'amico del mio signore comandi, e sarà obbedito.

--Il vostro nome?

--Charruà, della tribù dei Charruà, nato sulle rive dell'Uruguay.

--Voi siete dunque indiano? Ed abbandonaste il vostro paese?

--Lo Charruà ama il suo benefattore, e lo segue. Le sue braccia e la sua vita gli sono dovute.

Così dicendo egli levava in alto le braccia nude, facendone spiccare i muscoli poderosi.

--Ma non lasciaste voi parenti colaggiù e come abbandonaste la tenda del padre vostro in riva all'Uruguay?

--La tenda del padre mio, le sue armi, e il suo poncho [1] sono state seppellite con lui nel monte--lo Charruà che mi ha svegliato nel mondo si è addormentato per sempre. Io mi sono nascosto per due giorni nella capanna; poi venne a me un compagno, mi pizzicò le carni delle braccia e vi confisse le scheggie della canna. Poi andai nel bosco; l'yaguarstè e le altre bestie feroci ebbero paura del buon figlio e fuggirono. Allora io ritornai nella capanna, levai le scheggie dalle braccia, e non mi cibai per due giorni. Così il buon Charruà saluta l'ultimo sonno del padre.

[Nota 1:][ (ritorno) ] Il Poncho è una stoffa grossolana, intessuta di lane, che ha un buco nel mezzo del quale si fa passare la testa.

Così dicendo s'accendeva in volto, e muoveva gli occhi nerissimi con vivacità. Poi mi mostrava le braccia con fare orgoglioso, perché osservassi le larghe cicatrici che il suo lutto vi aveva lasciato.