Incominciavo a prendere interessamento per quest'uomo, che al selvaggio e virile ardimento della sua razza univa una tinta vaga di dolcezza e di bontà, dote assai rara fra le tribù indiane.
Ma in questa si udì un tintinnio di campanello.
--Quando il suo signore lo chiama, lo Charruà si fa più leggiero del serpente boi-hoby. Che cosa deve dire il vostro servitore al suo signore?
--Mi chiamo Giorgio.
--Dirò dunque al mio signore che il suo amico Giorgio gli fa la visita del mattino.
V.
Poco dopo ritornò a me e mi pregò che lo seguissi.
Attraversai una lunga fila di camere. Da per tutto io vedeva con sorpresa l'impronta della ricchezza; poiché sebbene sapessi Raimondo unico rampollo d'una casa distinta, egli non mi aveva fatto alcun cenno della sua fortuna.
La camera in cui si trovava Raimondo era addobbata con squisita eleganza. Il suolo interamente coperto di tappeti e di pelli di tigre; le pareti tappezzate a drappi azzurri.
Raimondo mi aspettava con desiderio; e s'era rizzato per metà sui guanciali. Mi porse la mano affettuoso, e mi fe' sedere accanto a lui con compiacenza.