"Più volte, entrando all'improvviso nelle camere di lei, erami parso che mi nascondesse qualche oggetto. Un giorno non mi rimase più dubbio; l'imbarazzo pinto sul suo volto dava impronta di verità al mio sospetto. Io sapeva che ella non mi avrebbe nascosto alcuna cosa che non avesse potuto parlarmi di lui, del suo amore... "Forse il ritratto! E l'aveva forse tolto all'albo!"
Non ebbi concepito questo pensiero che corsi ad assicurarmene.
Incontrai la piccola Bianca intenta a sfogliazzare un libro, l'albo; volsi lo sguardo allo scaffale; una seggiola appoggiata al muro aveva servito a quella scalata innocente.
Il cuore mi batteva violento per emozione; e interrogai arrossendo la piccola Bianca; e seppi da essa come già altra volta avesse collo stesso mezzo tolto quell'albo e rimessolo per timore di rimprovero.
Mi guardava timidamente; quella creatura benedetta ignorava il bene che ella faceva al mio cuore.
Aprii l'albo, e ricercai il ritratto d'Eugenio. Era lì, nella sua piccola cornice.
Se la gioia avesse manifestazioni che non fossero puerili, io mi vi sarei abbandonato follemente. Ma pare che la virilità segni il confine della gioja, però che i soli fanciulli possono palesare apertamente il loro animo lieto. Il dolore solo è d'ogni tempo, e chi arrossisce delle lagrime e le chiama indizio di debolezza, non sa che sia il dolore, nè come egli faccia gigante e nobiliti tutto ciò che lo circonda, e il tetto sotto cui si posa, e il cuore che strazia, e le bestemmie che fa prorompere fra i singhiozzi.
Abbracciai la testolina ricciuta della piccola Bianca, e la colmai di carezze."
LIX.
"Tant'è, non poteva dubitarne; Clelia mi nascondeva qualche cosa."