--Il bollettino è alquanto capriccioso, v'ha una sola notizia positiva: abolito il nastro, le frangie in grande onore....

--È strano, interruppe Clelia perdendo d'un tratto la lieve tinta rosea che aveva avvivato le sue guancie.

--Infatti--rispondeva la contessa errando sul senso di quella espressione.

Ma io che non avevo abbandonato dell'occhio un solo istante la fisonomia di Clelia, conobbi che il suo respiro si faceva più debole. D'uno sguardo ne feci accorta la contessa; entrambi stemmo silenziosi e commossi ad osservare.

--Mi sento stanca; ho abusato delle mie forze, soggiunse Clelia--Vorrei dormire un poco.

S'addormentò in breve.

Consigliai la contessa a ritirarsi e prendere anch'essa un po' di riposo--s'ostinò un poco nel rifiuto, ma poi che il sonno di Clelia era tranquillo e il mio spirito più calmo, aderì, pregandomi la facessi chiamare alle due.

Suonava allora la mezzanotte.

Mi raccolsi dentro di me medesimo, e pensai.

Mi tornò in mente Eugenio, e sentii nel core come un pallidissimo riflesso della gelosia che egli aveva suscitato un tempo nel mio seno. Volli rivolgere ad altro il mio pensiero, ma, come fossi incatenato a quell'idea, me ne allontanavo un istante e le giravo all'intorno senza potermene liberare.