"Lo aveva Clelia dimenticato, o l'amava tuttavia in segreto?"

Dubbio che durava da gran tempo nel mio cuore--reso meno straziante in quell'ora dalla minaccia di un dolore più grande, ma tuttavia dubbio dolorosissimo.

Clelia ruppe d'un tratto la calma regolare del suo respiro; tutti i miei pensieri fuggirono come per incanto.

La poveretta si destò, mi vide al suo capezzale, cercò colla mano scarna la mia, e la strinse come a ringraziarmi delle mie cure.

--È tardi? domandò con voce fioca--Ho sempre dormito?

--Sempre. Come ti senti?

--Bene. Vorrei dormire ancora, ho le palpebre pesanti.

--E tu dormi.

--Non posso... ho un affanno...

--Un affanno!