--È inutile--interruppi--Egli l'ha amata.

Raimondo chinò il capo abbattuto.

--E l'ama? insistè poco dopo guardandomi in viso paurosamente.

--L'ama.

Si lasciò cadere fra le mie braccia, ed appoggiò il capo sul mio omero.

--Andiamo--gli ripetei--sii generoso e forte; la tomba non ha gelosie; l'eternità non si misura, non si frantuma, non si impoverisce mai; ogni frammento è eterno come il lutto di cui è parte; amerete e sarete amati entrambi; le vostre memorie saranno di entrambi e di ciascuno; non divise o spezzate, ma concordi.

E spingendolo innanzi a me con dolce violenza lo trassi nella prossima camera.

Raimondo non aveva avuto tempo di riflettere, di conoscere l'inganno, che si trovava innanzi ad Eugenio.

Lo guardò un istante più commosso che meravigliato; e si gettò piangendo nelle sue braccia.

LXXI.