.... Ci inoltravamo taciti e mesti.
Raimondo andava innanzi, Eugenio ed io a fianco l'un dell'altro. Nevicava. Il terreno imbiancato aveva aspetto d'una lapide immensa, e le croci nere parevano un epitafio scolpito...
Stampavamo l'orma dei nostri passi sulla neve, e ci inoltravamo taciti e mesti.
Ci arrestammo innanzi ad una lapide di marmo bianco, su cui non ancor rose dal tempo si leggevano le parole bibliche:
PERCHÈ MI HAI TU ABBANDONATO?
FINE.
REMINISCENZE D'UN ARTISTA
DI
SALVATORE FARINA
"Il est doux de fixer les joies