qui nous échappent ou les larmes
qui tombent de nos yeux, pour
les retrouver, quelques années
après, sur ces pages, et pour se
dire: Voilà donc de quoi j'ai
eté heureux! Voilà donc de quoi
j'ai pleuré!"
A. De LAMARTINE.
IL SIGNOR ANTONIO
Da oltre un'ora io non aveva sollevato il capo; andavo tracciando sul terriccio con un ramicello di quercia alcuni circoli bizzarri, nè mi accorgeva chi altri fosse spettatore dell'opera mia. Senonchè mi volsi, e vidi all'altra estremità della panca un ometto assai vecchio, ma robusto ancora per quanto consentivano i quattordici lustri che mi parve potergli attribuire, il quale con due occhietti scintillanti mi guardava in volto con tale espressione di malizia da impermalosire tutt'altri al mio posto. Ma così come l'antipatia ha le sue esigenze, la simpatia s'induce facile a largheggiare--e so che si perdonano talora gravi colpe a chi non ha altro titolo alla nostra benignità che quello d'un volto piacevole. Onde io non così lo vidi, che fui favorevolmente disposto verso il vecchierello, sebbene per un istante l'amor proprio si affannasse a farmi scorgere nel suo contegno qualche cosa che arieggiasse il dileggio. Ma ciò che pareva dileggio doveva essere ingenuità--almeno così credetti--se pure non era interessamento. Anzi, pensandoci, mi pare ora di potermi attenere a questo, e di giurarci senza titubanza, quando non si voglia asserire che le creature umane nulla hanno di comune che la specie--e affeddiddio, che io mi dannerei per provare il contrario!...