* * * * *
Quella notte dormii agitato. L'immagine del vecchio, le sue parole dolci, quella tinta di dolore e di rassegnazione che ne facevano un vero filosofo, mi ritornavano alla mente coi vivi colori della realtà. Io sentiva una strana attrazione verso quell'uomo, un desiderio intenso di rivederlo, di apprendere la narrazione dei casi della sua vita.
E con una di quelle improvvise determinazioni così frequenti nella mia natura, balzai di letto, accesi la lampada, e trassi da un armadio alcuni abiti polverosi da caccia e un fucile a due canne che mi aveva sempre risparmiato il rimorso della carnificina. Indossai le vesti, e cinsi ad armacollo con certa grazia l'arma formidabile, sì che io stesso poteva per un istante illudermi e credermi divenuto da senno un Nembrot consumato.
--Così adunque si parte?--prese a dire la Prudenza, mentre io, dopo aver spento il lume, m'incamminava per uscire--e dove si va?
--Oh! bella! rispose piccata la Vanità--È presto veduto. Si va a caccia.
--Ad ammazzare; aggiunse contorcendomi le labbra in una smorfia il Coraggio. Già oramai tutti i filosofi sono d'accordo; la vita è una strage armonica. Chi ammazza di più serve meglio ai decreti misteriosi della natura.
Ma, ch'io mi sappia, la Prudenza non porta tanto alto le sue mire; sibbene incurante di filosofi e di sistemi, anzi che cederla in tirannia, tende a sopraffare le sue sorelle carnali, usurpando l'amministrazione degli affari più intimi di famiglia. Onde una vecchia ruggine e una dispettosa e sorda guerra che non è certo il minor danno che nella vita ti tocchi sofferire. Ad ogni modo questo giova ritenere, che raramente interviene che la Prudenza ceda le armi, e che il papà--il nobile Egoismo--si addimostra assai pago della sua figliuola primogenita.
Nè questa dovea essere un'eccezione--però che alla povera Vanità toccassero invece parole assai aspre, e dette con quell'accento di dileggio di chi si tenga sicuro del fatto suo. Oltre a ciò, quasi non bastasse, si aggiunse la Poltroneria e l'Avarizia a farle contro--onde un parapiglia, un dibattere arruffato, da cui Domine Iddio scampi il più possibile ogni galantuomo.
Sola spettatrice stavasi in un cantuccio la Pazienza.
"Guai se la mi scappa," pensai.