E per buona sorte la tapina tenne duro. Quando ogni articolo fu discusso: "Dio sia benedetto, dissi, ora posso partire."

--Possiamo partire--aggiunse timidamente la Rassegnazione.

E poichè parevami che la Prudenza accennasse a volersi rifare da capo a nuovi ammonimenti, afferrai la maniglia della porta, tirai il catenaccio, e fui all'aria libera.

* * * * *

Era un ampio carrozzone antico, rifatto alla moderna; ma sebbene fosse fornito di ruote massiccie e dondolasse graziosamente sulle molle ad ogni lieve spinta, avevano voluto, con un nome che adesca il viaggiatore, battezzarlo: il Veloce.

"Non sarà la prima menzogna di questa natura" pensai.

E pare che l'automedonte mi leggesse in mente, poichè distraendosi un pochino dalle sue occupazioni:--Gli è un po' vecchierello, un po' patito, ma in fondo è stoffa senza confronti; e affè mia, che quando l'avrò finito di lavare, vedrete che farà anche la sua brava figura, il nostro Veloce--e, così curvato com'era, tuffava e rituffava la spugna nel secchiello, guardandomi nel viso per invitarmi ad assentire.

Mi costò poco il farlo, ed egli ne fu oltremodo lieto.

--Gli abbiamo messo nome noi--un bel nome, non è vero? Veloce! e gli adatta a meraviglia, perchè è lesto come un daino.

E siccome io mi stava zitto, egli insistè collo sguardo.