--Non vi pare che ciò potrebbe dipendere anche un pochino da chi lo tira?
--Senza alcun dubbio. E vi so dire che abbiamo due cavalli a dovere, e che galoppano come la cavalcatura delle streghe. Osservateli là...
Io mi rivolsi per compiacerlo--ma in questa due creature bellissime attrassero la mia attenzione. Erano due bambini, e si tenevano per mano. Non aveva la maggiore più di dodici anni, e il minore poteva contarne nove a dir molto. Biondi e ricciutelli entrambi--ad entrambi errava sul viso una espressione fantastica di sofferenza.
E non so come io mi sentissi all'improvviso serrare il cuore a quella vista, e si suscitassero nell'anima mia tristi e desolate le immagini della vita. Pensai ai miei primi anni, così mesti anch'essi; risalii alle prime memorie, alle prime melanconie, e mi sentii commosso da quell'evocazione. Allora carezzato da tutti, ignaro del mondo, e pur spoglio della balda confidenza di quell'età--oggi sperimentato degli affanni, deserto d'affetti, lacerato da dubbi, pressocchè avvizzito d'anima e di cuore--allora ed oggi mestissimo.
... Il piccino mi andava guardando stupito. Che concetto ei si facesse di me e quali impressioni io suscitassi in quell'anima vergine, avrei avuto caro sapere. Me gli accostai amorevole e lo carezzai curvandomi alquanto. Egli mi porse le mani. Non so ch'io mi abbia provato altre volte dolcezza più ingenua e più santa--lo sollevai fra le mie braccia e lisciandogli i capelli sulla fronte:
--Non hai tu paura di me?
Rispose con un filo di voce non averne--ma più col sorriso.
--Povera anima--dissi: ed appiccai un bacio sulle sue labbra scolorate--Come ti chiami?
--Ercole--balbettò.
--Ercole!--e mi corse l'occhio alle sue membra esili, alle sue guancie scarne e giallognole. Senonchè io aveva dimenticato la piccina, la quale a pochi passi mi guardava sott'occhi col capo chino. E parvemi che la timidezza vincesse in lei la meraviglia; e non osasse, ma si struggesse dal desiderio di avvicinarsi. Ond'io me le accostai tenendo Ercole per mano--e ciò valse a farle sollevare il capo sorridente. Quanta espressione in quel sorriso, e quanta leggiadria in quel volto!--To' un bacio, le dissi--e ritirando le sue lunghe anella appoggiai le labbra sulla sua fronte.