Meraviglioso incanto di Natura, il sorriso sulle guancie incarnate d'una fanciulla. Ma più ancora la mestizia;--e per fermo colui che primo raffigurò la Pietà in sembianza di donna, l'anima amantissima educava alla severa scuola del dolore; poi che sommo amore e dolor sommo s'incontrino sempre nel cammino, e da così fatta armonia traggano virtù d'addurre il pensiero alle concezioni gentili.

La stolta ammirazione esalti pure a sua posta le eroine; e dica al mondo com'esse cingessero armatura, e trattassero il ferro, e fiutassero avide il sangue dell'inimico.

Una lagrima, una lagrima sola sul ciglio vellutato della donna--e sia pur essa madre, sposa, sorella, od amante, nissuna corazza incantata spezzerà meglio le lancie della collera.

Iddio tolga che il linguaggio del rimorso parli all'anima vostra, e vi riveli a un tratto tutto il sagrifizio che una creatura amantissima vi ha profferto, e che voi accettaste con indifferenza--ma s'egli avvenga, e vi baleni un solo istante al pensiero quella battaglia d'un cuore avido d'affetti, combattuta nel silenzio e nella solitudine, e quel muto sofferire senza lamento--deh! la lagrima della meschina non sia caduta sul vostro cuore senza fecondarlo.

Fatevi compagni dell'angiolo--e l'angiolo vi farà bella la vita.

Domanderete a lui una fede; egli vi additerà gli astri lontani e silenziosi--gli domanderete un mondo, e vi darà una famiglia--gli domanderete una possanza, e mostrandovi il seno colmo d'amore, vi dirà la gioia d'esser vostro schiavo.

Chiedete tutto alla donna. Ella può tutto--vi darà tutto. Vi schiuderà un nuovo orizzonte d'innanzi.

Una parola, un sorriso, un fiore--questo è il debito vostro. Eccola felice; eccola rassegnata, rinvigorita alla battaglia.

Levate ora gli occhi sulla sua fronte purissima--vi si legge un'anima. E se nel vostro seno v'ha tuttavia un altare alla virtù, benedite al tesoro pudico di quell'anima gigante; salutate in essa la vera, la grande, la santa eroina della famiglia.

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